A cura di Daniela Troia
L’integrazione di coding e robotica educativa all’interno di percorsi immersivi rappresenta una delle sfide più stimolanti e innovative nel panorama dell’innovazione didattica. L’utilizzo di ambienti come l’aula Miri permette agli insegnanti di progettare attività immersive focalizzate sull’applicazione di coding e robotica nella scuola primaria. In quest’ottica, l’articolo si propone di offrire una traccia operativa per la progettazione di unità di lavoro nell’aula Miri, in cui coding e robotica educativa diventino strumenti centrali per lo sviluppo di attività di matematica. Attraverso una didattica immersiva e laboratoriale, l’obiettivo è quello di coinvolgere gli alunni nella risoluzione di problemi matematici concreti, favorendo la comprensione profonda dei concetti attraverso la sperimentazione pratica, la collaborazione e l’utilizzo creativo delle tecnologie digitali.

Strumenti come il Composer, la piattaforma web proprietaria che consente di personalizzare i percorsi didattici dell’aula Miri, offrono un contesto ideale per strutturare e adattare le attività educative. I docenti possono creare progetti specifici, ispirandosi alle fasi operative previste nei percorsi presenti in Miri, e integrare materiali esterni grazie alle funzionalità di Canva, rendendo così la fruizione dei contenuti ancora più coinvolgente e interattiva.

Fasi operative del percorso: engage, esplorazione, interazione e creazione
Il percorso di apprendimento si apre con una fase immersiva (“engage”), in cui la narrazione assume un ruolo centrale per stimolare la curiosità e la partecipazione attiva degli alunni. In alternativa ai video immersivi, è possibile ipotizzare l’adozione di soluzioni legate all’utilizzo di applicazioni che consentono la creazione di storybook digitali personalizzati.
L’approccio narrativo, supportato dalla tecnologia immersiva, si dimostra particolarmente efficace nell’attivare l’attenzione degli studenti e nel creare un contesto motivante, ideale per introdurre e approfondire problemi matematici.
Alla narrazione iniziale, segue la fase dell’esplorazione dei contenuti matematici attraverso sequenze interattive, che consentono di focalizzare l’attenzione su concetti chiave e di consolidarli in modo graduale e personalizzato.
Grazie alle funzionalità del Composer, le sequenze della storia possono essere rese dinamiche: su sfondi tratti dagli storybook digitali, è possibile inserire pulsanti interattivi che consentono agli alunni di accedere a pop up testuali per il consolidamento dei contenuti propedeutici alla risoluzione dei problemi matematici proposti. Questa modalità operativa favorisce una comprensione più profonda degli argomenti affrontati, stimolando la partecipazione attiva e la collaborazione tra pari.
La fase successiva è quella interarriva e prevede il coinvolgimento diretto degli studenti è a questo punto che interviene l’introduzione della programmazione, sia digitale che fisica. È possibile prevedere l’utilizzo, ad esempio, di artefatti fisici come Bee Bot integrandone l’uso con la versione in digitale: remixando progetti liberamente disponibili in Scratch è possibile importarli in Canva e quindi renderli fruibili in Miri grazie all’incorporamento nel Composer.
Lavorando in modo collaborativo nello spazio fisico e virtuale dell’aula Miri, gli alunni possono ricostruire storie, affrontare problemi matematici e sperimentare le potenzialità della programmazione, scoprendo nuove modalità di risoluzione e rappresentazione dei problemi.
La fase conclusiva del percorso è quella creativa,e può trovare piena espressione con l’integrazione della piattaforma Delightex. Incorporata nell’aula Miri tramite Canva e Composer, Delightex permette di costruire scenari 3D ispirati ai racconti e ai temi matematici affrontati. Qui, la programmazione a blocchi tramite CoBlocks offre agli studenti l’opportunità di programmare all’interno di un ambiente immersivo, di approfondire i concetti appresi e di scoprire nuove forme di collaborazione, rafforzando il legame tra narrazione, immersività e coding.
Questo modello di integrazione tra coding, robotica educativa e ambienti immersivi rappresenta una significativa innovazione didattica. Le attività proposte si inseriscono in un percorso laboratoriale in cui la narrazione diventa il punto di partenza per una scoperta graduale e personalizzata dei concetti matematici. L’ambiente immersivo trasforma l’apprendimento in un’esperienza coinvolgente e inclusiva, dove coding e robotica non sono semplici strumenti, ma veri e propri artefatti didattici. Gli studenti, immersi nella storia, diventano protagonisti attivi e consapevoli, affrontando problemi concreti e consolidando le competenze matematiche attraverso esperienze pratiche e collaborative.
La tecnologia immersiva consente di trasformare lo spazio educativo in un ambiente laboratoriale dinamico e inclusivo, dove la programmazione e la robotica diventano esperienze tangibili, collaborative e accessibili a tutti.
Articolo a cura di Daniela Troia
Insegnante, Animatore Digitale e Funzione Strumentale per l’Innovazione, è impegnata nella diffusione di pratiche didattiche innovative e nell’accompagnamento dei docenti nei processi di transizione al digitale. Ambasciatrice Scientix e Delightex, svolge attività di formazione in percorsi di didattica immersiva, promuovendo l’integrazione delle STEM, del coding e dell’intelligenza artificiale nella didattica.